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L'insegnamento del Karate-do Shotokai ai bambini
La nostra esperienza ad Almada


(This article is a synopsis of a more extensive work to be presented at SIM 24/26-Oct-03)

 


Vorrei condividere con voi l'esperienza dell'Associação Shotokai de Portugal nel campo dell'insegnamento del Karate-do Shotokai ai bambini.

Per prima cosa qualche notizia riguardo al Karate-do Shotokai per bambini ad Almada (mi concentrerò su quest'area [potete comunque dare un'occhiata alla distribuzione dei dojo dell'ASP in Portogallo a questo indirizzo: http://www.cao.pt/shotokai/dojos.htm] perché è la mia città e di conseguenza ne ho una conoscenza migliore rispetto a qualsiasi altra area del Paese).

Almada è una città con una popolazione di 160.000 abitanti e l'insegnamento riguarda circa 180 bambini (dai 4 ai 14 anni) che praticano Karate-do Shotokai in 7 dojo sotto la guida di un direttore tecnico (istruttore capo), 2 istruttori e 5 assistenti. 

 

Gli anni di esperienza nell'insegnamento di questi tre istruttori sono, rispettivamente: 26, 15 e 8 anni.

Quando Murakami Sensei era vivo ed attivo nell'insegnamento, i bambini sotto i 14 anni rappresentavano una piccola percentuale dei praticanti, ma nelle ultime decadi le cose sono pian piano cambiate ed ora, più del 50% dei nostri praticanti hanno un'età inferiore ai 14 anni.

Per questo motivo, nel corso del tempo abbiamo dovuto sviluppare un tipo speciale di pratica adattata ai più piccoli. È stato un lungo lavoro, durato più di vent'anni. Nel corso di questo tempo abbiamo fatto molte ricerche, abbiamo partecipato e organizzato corsi federali e incontri interni nonché altre azioni educative, con la partecipazione di psicologi, pedagoghi e insegnanti di educazione fisica.

Al momento stiamo selezionando e condensando tutto il materiale raccolto in un "Manuale per l'insegnamento del Karate-do Shotokai ai bambini" tascabile (sfortunatamente questo materiale è presente solo in lingua portoghese, ma una parte di esso è stato tradotto da bibliografia in inglese e francese; penso sia possibile adattarlo in altre lingue in futuro qualora qualcuno ne manifestasse interesse).

Nelle classi di Shotokai riservate ai bambini la varietà delle esperienze è massimizzata. La specializzazione viene evitata. Usiamo anche qualche tecnica presa da altre Arti Marziali, specialmente il Judo (in particolare cadute, proiezioni e prese) e facciamo naturalmente molti giochi, la maggior parte dei quali sono giochi tradizionali portoghesi (questo Paese, probabilmente grazie anche alle condizioni climatiche eccellenti, ha una grande ricchezza di giochi all'aria aperta).

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, la parte comune nell'insegnamento agli adulti e ai bambini è proprio il programma tecnico. Usiamo esattamente lo stesso programma tecnico (!) per tutte le età dai 4 agli 84 anni. Allora, qual è il trucco? L'adattamento alle esigenze. L'esigenza riguardo alla perfezione tecnica cresce con l'età, dai 4 ai 14 anni, sempre tenendo in considerazione che lo sviluppo di un bambino è sempre un fattore individuale e non può essere completamente standardizzato in base all'età.

I gradi ottenuti sono universali. Voglio dire un 4° Kyu è un 4° Kyu indipendentemente dall'età e deve essere in grado di eseguire tutte le tecniche richieste per ottenere quel grado. Imponiamo comunque un'età minima per gli "alti" gradi: 14 anni per il 2° Kyu, 16 anni per il 1° Kyu e 18 anni per il 1° Dan (riteniamo che la maggiore età sia necessaria ad una persona per portare la cintura nera).

Così - vi potreste chiedere - come facciamo ad incoraggiare un bambino a continuare la pratica per 10 anni (dai 4 ai 14 anni) con solo 4 passaggi di grado (da 6° a 2° Kyu).


Bene, la risposta è semplice. Per prima cosa non enfatizziamo il passaggio di grado, ma la pratica in sé. Gli esami sono formali e ci sforziamo di essere giusti (i bambini tendono ad essere ipersensibili alle ingiustizie) ma non drammatizziamo. In secondo luogo dividiamo ciascun Kyu in tre livelli (qualche dojo rende materiali questi passaggi intermedi con strisce colorate sulle cinture dei bambini, altri no). In questo modo, nel caso estremo che un bambino inizi ad allenarsi a 4 anni, abbiamo 12 passaggi da distribuire per un periodo di 10 anni. Posso assicurarvi una cosa: il sistema funziona molto bene! Nessun bambino che abbia frequentato diligentemente un anno di pratica resta senza riconoscimenti e, naturalmente, il riconoscimento è proporzionale allo sforzo e alla tecnica dimostrata.


 

Ora un altro punto prima di terminare questo piccolo resoconto:
- Non concordiamo sul fatto che i bambini, per avere uno sviluppo bilanciato attraverso la pratica del Karate-do Shotokai, debbano partecipare a competizioni sportive.

La nostra esperienza dimostra che questo è un altro mito. Certo, i piccoli hanno sicuramente bisogno di giocare e giocare significa fare molte attività ludiche in cui si vince e si perde.

Ma questo non ha nulla a che vedere con la competizione istituzionalizzata con regolamenti, arbitri, podio e medaglie.

Sappiamo quello che stiamo dicendo perché alcuni di noi hanno provato in passato a fare questo tipo di competizione con i bambini. Qualcuno di noi pensava (come forse pensano tuttora molti di voi) che i bambini avessero un impulso alla competizione più forte rispetto agli adulti. Così abbiamo fatto molta esperienza in quel campo: competizioni di Kata, competizioni di Kumite, ecc...

Dopo decenni di esperienza, siamo arrivati alla conclusione che può sorprendere molti di voi:
- i bambini soffrono con questo tipo di competizione, e soffrono molto più degli adulti.

La competizione con arbitri e medaglie, anche se organizzata in maniera amichevole, porta sempre lacrime su quei piccoli visi. Semplicemente non possono capire perché solo uno o due di loro possono salire su quel piedistallo o vincere la medaglia.

Nei giochi tradizionali ci sono molte varietà di ruoli e ogni bambino può avere l'opportunità di vincere qualche volta, anche se la maggior parte delle volte perde. Nella competizione istituzionalizzata, accade sempre il contrario: solo pochi possono vincere e normalmente sono sempre gli stessi, gara dopo gara, perché il gioco (kumite o kata) è sempre lo stesso.

Così, anche per i bambini, siamo giunti alla conclusione che la competizione istituzionalizzata porta più danni che benefici. Da allora abbiamo semplicemente deciso di smettere.

E, ci crediate o no, da quel momento il numero totale dei bambini è cresciuto ed il numero di bambini e genitori scontenti è diminuito!

Allora cosa resta del mito che vorrebbe la competizione quale strumento per portare più persone nei dojo? Semplicemente, noi pensiamo che non sia così.

Almada ha una forte tradizione nelle Arti Marziali, vi si possono trovare arti quali la Capoeira, il Kung-Fu, il Judo, il Taekwondo, l'Aikido, ecc...

Ciononostante, l'avreste mai detto? Il Karate-do Shotokai, una delle poche Arti Marziali che non promuove la competizione istituzionalizzata per i bambini, ha il più alto numero di giovani praticanti. Addirittura più del Judo! Ed ora la domanda è talmente alta che il fattore limitante, come forse ora potrete intuire, è rappresentato da noi. Nessuno di noi è un professionista ed il tempo limitato che possiamo dedicare all'insegnamento è completamente esaurito.

Sono sicuro che molti altri istruttori hanno differenti esperienze nell'insegnamento ai bambini. Alcuni sostengono che la competizione sia essenziale per i giovanissimi, altri probabilmente no.

Mi piacerebbe davvero conoscere l'opinione di altri istruttori in merito alle loro esperienze in questo campo.

 

José Patrão

 Texto/Text: © Copyright, José Patrão, 2003

 

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